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Truffe in internet

07 Feb 2017 - Categoria: Frode
computer

Certo è che le truffe sono sempre esistite, ma dobbiamo ammettere che nella nostra era digitale, grazie all'aumento della velocità della comunicazione e del numero delle possibili vittime raggiungibili, dobbiamo stare sempre all'erta.

In generale possiamo raccomandare di fare sempre attenzione quando si realizzano degli acquisti su internet, controllando la pagina web o la reputazione del venditore previamente, oppure utilizzando servizi terzi di pagamento digitale. A continuazione, invece, presentiamo 3 delle truffe digitali più utilizzate in cui il proprio truffatore approccia la vittima per primo attraverso un'e-mail.

Phishing. Generalmente si tratta di email che rimandano a una pagina web fittizia. Per guadagnare credibilità, i truffatori si presentano come delle entità conosciute (una banca, per esempio) e richiedono urgentemente la conferma dell'utente, giustificando il tutto con una storia su come il loro sistema sia stato attaccato da degli hackers. Cliccando sul link presente nella mail la vittima viene rinviata a una pagina web che richiede inserire il nome utente e la password. Tale pagina non è proprietà della entità citata nell'email (normalmente le pagine di banche o simili utilizzano il protocollo di sicurezza https://, mentre le pagine utilizzate per questo tipo di frode sono semplicemente http://). Dietro ad essa vi sono delinquenti che, con i vostri dati a disposizione, potranno accedere senza problemi al vostro conto bancario. Se ricevete una di queste email, e se anche dopo aver letto questo articolo siete tentati di cliccare sul link, chiamate prima l'entità in questione per assicurarvi che non si tratti di un tentativo di pishing.

Truffa alla nigeriana. La versione moderna del "prigioniero spagnolo" del 16º secolo quando il truffatore contattava con la possibile vittima dicendo di essere o conoscere un ricco personaggio imprigionato per errore in Spagna. A cambio di un aiuto economico per poter pagare la cauzione proponeva una lauta ricompensa monetaria una volta liberato. Ovviamente non c'era nessun prigionero, ne tantomento ricompensa. Al giorno d'oggi questa truffa si espande attraverso email che, puntando all'empatia e, come no, alla promessa di una ricompensa, promettono grandi somme di denaro a cambio di piccoli favori al limite della legge. Per esempio si chiede di usare il conto bancario della vittima come intermediario per muovere grandi quantità di soldi (che non verrano mai spostati) però alla vittima verrà richiesto di pagare spese amministrative e simili. Per rendere il tutto più verosimile i truffatori inviano anche documenti timbrati e forniscono numeri di telefono che una volta chiamati confermano la storia. Questa truffa può andare oltre, inviatando la vittima a recarsi in Nigeria per poi aggredirla, derubarla o prenderla come ostaggio. Si chaima truffa alla nigeriana proprio perché la maggior parte dei mittenti dicono di essere della Nigeria; per questa ragione questa truffa è conosciuta anche come 491 scam, dove il 491 si riferisce all'articolo del codice penale nigeriano che punisce tale reato.

Spese anticipate. Simile alla truffa nigeriana, si viene contattati per email avvisandoci di essere i vincitori di una lotteria, gli eredi di una fortuna da parte di familiari sconosciuti, o i fortunati che riceveranno una carta di credito o un prestito senza interessi. Per ottenere uno qualsiasi di questi benefici, però, dovremo pagare un anticipo giustificato come spesa notarile o d'amministrazione. Non è nessuno spoiler avvisare che non riceveremo assolutamente niente dopo aver pagato la somma richiesta.

Foto: https://unsplash.com/@firsara
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